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Relazione per la riedizione del Piano Faunistico Provinciale

Il territorio dell’A.T.C. CS1 è stato, per esigenze organizzative ed operative, virtualmente suddiviso in tre comprensori più o meno omogenei cosi denominati:

  • Comprensorio “A” - Alto Ionio;
  • Comprensorio “B” - Pollino – Bacino Valle Esaro;
  • Comprensorio “C” - Alto Tirreno.

Il Comprensorio “A” (Comuni N° 17), comprende i territori dei seguenti comuni:
Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Cassano Ionio, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo Calabro, Plataci, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce, Villapiana.

Il Comprensorio “B” (Comuni N° 20), comprende i territori dei seguenti comuni:
Acquaformosa, Altomonte, Castrovillari, Civita, Fagnano Castello, Frascineto, Firmo, Lungro, Malvito, Mottafollone, Morano Calabro, Mormanno, Roggiano Gravina, San Basile, Saracena, San Donato di Ninea, Sant’Agata D’Esaro, Santa Caterina Albanese, San Sosti, San Marco Argentano.

Il Comprensorio “C” (Comuni N° 20), comprende i territori dei seguenti comuni:
Aieta, Belvedere Marittimo, Bonifati, Buonvicino, Cetraro, Diamante, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Maierà, Orsomarso, Papasidero, Praia a Mare, Sangineto, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Scalea, Tortora, Verbicaro.

Pertanto, accogliendo l’invito da parte dell’Assessore Provinciale competente, Ing. Pietro Mari, di collaborare alla stesura della riedizione aggiornata del P.F.V.P., si forniscono i dati richiesti relativi al territorio dell’A.T.C. CS1 così come rappresentati negli allegati N° 1-2-3-4-5-6-7-8-9.
All’uopo si osserva che non è stato possibile fornire altri elementi utili sia per quanto attiene il numero dei cacciatori interessati alla gestione della lepre e/o di altre specie, sia per quanto riguarda i rispettivi tassi di prelievo, in quanto non si è ancora in possesso di dati numerici desumibili da appositi monitoraggi e/o da censimenti che non è stato possibile effettuare.
Si sottolinea, altresì, la potenzialità vocazionale del territorio dell’A.T.C. CS1 chiaramente desumibile dai dati di cui ai prospetti allegati e che evidenziano densità venatoria capaci di consentire una gestione in perfetta sintonia con quelli che sono i principi ispiratori della 157/92 e della L.R. N° 9/96.

I dati di base, riportati negli allegati 1 -2 -3, riguardanti la ripartizione del territorio dell’A.T.C. CS1 tra le diverse tipologie, sono stati in parte desunti dal vigente P.F.V.P. ed in parte forniti direttamente dagli enti competenti.
Per quanto riguarda la tipologia agraria relativa agli agrumeti, la cui consistente estensione, concentrata nei territori comunali di Castrovillari e di Cassano Ionio – Sibari, avrebbe meritato una giusta valutazione quantificative, in quanto territorio inibito alla caccia, si evidenzia la impossibilità di assumere i relativi dati per esplicito rifiuto da parte dei titolari delle aziende interessate, adducendo motivi legati alla cosiddetta “privacy”.
Il prospetto riepilogativo dei dati relativi al territorio dell’A.T.C. CS1 contraddistinto, col N°04, evidenzia la possibilità di elevare il numero dei cacciatori non residenti nella Regione Calabria, su tutto il territorio dell’A.T.C. CS1, limitatamente ai prelievi relativi alle sole specie migratorie.

Osservando, infatti, l’istogramma, riportato a margine del predetto prospetto N°04, si rileva che la potenzialità della densità venatoria compatibile è di N° 8646 cacciatori, mentre la densità effettiva è di N° 3734 cacciatori. Il che suggerisce di proporre alla Regione Calabria di prendere atto delle suesposte considerazioni ed elevare il numero dei cacciatori di cui all’art. 9 del Regolamento di Attuazione degli Ambiti, per quanto attiene l’A.T.C. CS1, ad almeno 220 (duecentoventi) cacciatori non residenti, anche in considerazione dei riflessi economici su un territorio piuttosto vasto, ove, tra l’altro, abbondano le strutture ristoratorie ed alberghiere.

I dati riportati negli allegati 5 – 6 e 7, e che riguardano la vocazionalità dei tre comprensori relativamente alle specie: “Cinghiale e Lepre”, sono stati desunti attraverso un minuzioso studio cartografico di cui si ha copia e da cui si possono desumere, per ogni singolo territorio comunale, le singole zone vocate, sia per il cinghiale che per la lepre, con le rispettive estensioni in ettari. (di ciò si è in possesso delle relative schede).

Il prospetto riepilogativo della suddivisione della superficie A.S.P. dell’A.T.C. CS1 tra aree vocate e aree non vocate – allegato N° 7, evidenzia una percentuale di area vocata per il cinghiale del 36,08% nel Comprensorio “A”, del 42,80% nel Comprensorio “B”, e del 71,06% nel Comprensorio “C”, con indice di densità venatoria del 4,35 nel Compr. “A”, del 3,90 del Compr. “B” e del 2,43 nel Compr. “C”, tra l’altro con una densità venatoria di 1140 cacciatori nel Compr. “A”, 909 nel Compr. “B” e di 643 nel Compr. “C”.

Il che dà come risultato le seguenti considerazioni:

  • Nel Comprensorio, “A” il cacciatore cinghialaio ha, come rapporto territorio/cacciatori, ettari 24,23;
  • Nel Comprensorio “B” ettari 25,67;
  • Nel Comprensorio “C” ettari 41,13

Da ciò si evince che una adeguata regolamentazione della gestione del cinghiale si rende indispensabile se si vuole ricondurre la gestione nell’alveo della correttezza, che è garanzia di serenità e tranquillità per tutti i cacciatori e, soprattutto, per le rispettive famiglie.

Al contrario, l’allegato N°9, ovvero il prospetto riepilogativo della superficie vocata per la lepre, presenta una vera e propria inversione dei dati.
Infatti, il comprensorio “A” dà, come rapporto territorio/cacciatori ettari 216,35; il comprensorio “B” dà, ettari 68,60; e il comprensorio “C” da ettari 52,00.

L’A.T.C. CS1, quindi, presenta ottima potenzialità di territorio vocato per la lepre, ma, come per la gestione del cinghiale richiede urgentemente una corretta regolamentazione al fine di garantire una equilibrata distribuzione della pressione venatoria su tutto il territorio dell’Ambito, evitando gli addensamenti spropositati che si sono verificati in alcune zone, con conseguenze spiacevolmente mortificanti per l’intelligenza e la dignità dei più miti e dei più deboli cacciatori malcapitati.

Inoltre, si sottolinea l’importanza di istituire per ogni comprensorio almeno una zona di RIPOPOLAMENTO E CATTURA e una ZONA DI ADDESTRAMENTO CANI i cui siti dovranno necessariamente individuarsi all’interno delle aree protette, così come prescritto dai rilievi mossi dalla Regione Calabria in sede di approvazione del P.F.V.P. ancora vigente.

Si sottolinea, altresì, la necessità di rivisitare il REGOLAMENTO RELATIVO AL RISARCIMENTO DEI DANNI DA FAUNA, stabilendo termini perentori, anche in ordine alla necessità di far allegare opportuna documentazione per quanto riguarda il reddito ricavato e dichiarato nell’anno precedente e quant’altro necessario per frenare tentazioni egoistiche.

Un’ultima osservazione non può non essere rivolta alle cosiddette Aree Demaniali.
Infatti, per compensare almeno in parte l’eccedenza della S.A.S.P. tra le aree protette, sarebbe più che mai opportuno e necessario recuperare, non avendo più senso il vincolo demaniale, tutte quelle aree comprese nel vasto territorio del Demanio dello Stato, oggetto di rimboschimento, ormai in stato di avanzata maturità legnosa.